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La scelta del nome dello studio ha due motivi: una poesia e il rugby.

“Invictus” è il titolo di una bellissima poesia del poeta inglese William Ernest Henley.

Henley era affetto da una grave patologia che lo costrinse a una vita faticosa interrotta da vari ricoveri e che lo portò all’amputazione di una gamba a soli 25 anni. Nonostante questo, continuò a vivere altri 30 anni con una protesi artificiale.

La poesia fu proprio scritta dal letto di un ospedale, per dire che nonostante tutto aveva vinto lui e non la patologia. Infatti “invictus” si traduce letteralmente con “non vinto”, “imbattuto”.

Nelson Mandela usava leggerla negli anni della sua prigionia durante l’apartheid, e questo fatto diede il titolo al film biografico del 2009 di Clint Eastwood.

Mandela era un grande amante di rugby, sport che sia Andrea Siino che Alessandro Priolisi, oltre all’ortopedico Vincenzo Guarrella, hanno praticato.

Noi di Studio Invictus siamo fortemente convinti che qualsiasi dolore dato da un problema muscolo-scheletrico, anche dolore cronico, possa essere “sconfitto” tramite un percorso riabilitativo con una forte collaborazione tra fisioterapista e paziente, che quindi ne uscirà “imbattuto”.